Archive for the 'Food & Wine' Category

30° London International Wine Fair: dall’ “Osservatorio Tradinvest” le ultime statistiche sul mercato inglese del vino. Le prospettive per i friulani? Tanto di…Capello!

Londra, 5 maggio 2010. Alla vigilia della 30ma edizione del London International Wine Fair – appuntamento chiave per il comparto vitivinicolo che vedrà riuniti a Londra dal 18 al 20 maggio operatori di settore di tutto il mondo – Tradinvest, azienda a “capitale (umano) friulano doc” che a Londra ha la sua sede e dal 1995 segue l’evoluzione dei business trends del Regno Unito, analizza i dati delle ultime analisi di mercato relative a questo settore strategico per l’economia della regione Friuli Venezia-Giulia.

Le statistiche confermano il severo impatto della crisi 2009 sul mercato inglese dell’alcool, nettamente suddiviso al suo interno nei settori birra e vino.

Drammatiche le conseguenze per il comparto birra: i pub, attorno ai quali gravita la nightlife londinese, sono in caduta libera . “E’ dal 1930 – commenta Marco Macorigh, Direttore di Tradinvest - che non si verificavano questi picchi nella chiusura dei locali. Le fonti ufficiali riportano che nel 2009 ben 2500 pub hanno abbassato le serrande per l’ultima volta, in media 52 locali a settimana”. Nei primi mesi del 2010 il vertiginoso ritmo è rallentato, assestandosi attorno alle 40 chiusure. Per i pub, la sopravvivenza oggi è legata alla scommessa sui mondiali di calcio; i gestori sperano nel successo della nazionale inglese a giugno per risollevare le sorti dei locali. A calendario c’è un altro appuntamento di grande potenziale, le Olimpiadi di Londra 2012, ma in questi tempi dove si naviga a vista è difficile fare affidamento su una data che oggi sembra così lontana.

Risultati più incoraggianti arrivano invece dal comparto vino: il consumo di Rosè è sensibilmente aumentato, in particolare presso la fascia femminile, che si orienta verso un carnet di vini a gradazione alcolica ridotta. Segnali positivi anche per i bianchi, dove si denota in particolare una forte ripresa delle bollicine –specie il Prosecco, l’alternativa economica ma di qualità allo champagne, che in questo momento è fuori portata per le tasche dei più.

La crisi ha certo modificato le abitudini di vita della gente: con la perdita dell’impiego – migliaia i posti di lavoro bruciati in Inghilterra, e il 42% della popolazione inglese non ritiene ci saranno significativi miglioramenti nel prossimi sei mesi, nonostante le elezioni politiche alle porte - si tende a limitare al minimo le uscite e le conseguenti spese ‘fuori casa’. “Questo dato – registra Macorigh – ha tuttavia indicato alle aziende che, in concomitanza con il calo della domanda, si è verificato un radicale cambiamento nei consumi stessi”: dalle nuove confezioni formato famiglia a soluzioni risparmio sul packaging e sui trasporti, saranno le aziende che riusciranno ad recepire nel modo più innovativo e creativo queste necessità espresse dai consumatori che potranno poi entrarvi in sintonia. Fondamentali quindi lo studio del packaging e della comunicazione di prodotto, in particolare la scelta di un testimonial positivo, che non sia meramente un’immagine patinata, ma sia veicolo di valori di riferimento, e sia d’esempio specialmente per le giovani generazioni. A maggior ragione, secondo Macorigh, ciò si applica al settore del vino, dove nel proporre un prodotto di qualità è necessario contemporaneamente trasmettere un messaggio fondamentale per I giovani d’oggi, quale quello del ‘bere responsabile’.

Il Friuli Venezia-Giulia ha investito molte energie in questo senso: si è infatti presentato al Vinitaly con un nuovo look, un testimonial di grosso calibro, Gerard Depardieu, e un nuovo slogan, ‘Friulano tipicamente friulano’. E per il 30° London International Wine Fair, con che immagine si presenterà al pubblico di potenziali consumers inglesi? Quale potrebbe essere il personaggio che, in questo momento, rappresenta al meglio tutti I valori tipici della friulanità, – tenacia, carattere, senso di responsabilità, perseveranza -così necessari oggi per affrontare la crisi? “Nessuno meglio di un friulano”, propone Macorigh. “Il calcio in Inghilterra è amato quanto in Italia e il Friuli è sì una terra di grandi vini, ma anche una terra di grandi allenatori e grandi tecnici. Oggi una di queste punte di diamante della nostra terra è il CT della Nazionale inglese: chi meglio di Fabio Capello può rappresentare la friulanitas alla grande kermesse del vino di Londra?”

Video -  Marco Macorigh: Il mercato inglese del vino

Il neo consigliere regionale Renzo Bossi intervistato da Tradinvest TV a Vinitaly: l’importanza di bere consapevolmente e la promessa di una visita in Friuli Venezia-Giulia

Tra i vari ospiti che Tradinvest TV ha avuto il piacere d’intervistare in occasione di Vinitaly 2010 c’e’ anche Renzo Bossi, neo consigliere regionale in Lombardia ed erede alla guida della Lega Nord. Intervistato dal presentatore ufficiale della regione Friuli Venezia-Giulia, Fabrizio Nonis, il giovane politico ha espresso l’importanza di un “bere responsabile e consapevole” in particolare tra i giovani e sottolineato come eventi quali Vinitaly permettano ad un levato numero di persone di avvicinarsi alla cultura del vino, ben lontana dai classici eccessi del sabato sera.

“Rubato” alla stand della Lombardia, Renzo Bossi ha elogiato quello del Friuli Venezia-Giulia definendolo “semplice ma d’impatto” e ha promesso a Nonis una visita alla sua regione nei prossimi mesi, per assaporare tutte le altre delizie enogastronomiche che il Friuli offre oltre al rinomato vino.


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Per guardare tutti i video di Vinitaly 2010 basta collegarsi a http://www.tradinvest.tv/vinitaly10/

Tradinvest TV & Vinitaly, un’altra storia d’amore a Verona

Sono iniziati ieri i lavori della 44° edizione di Vinitaly, Salone Internazionale del Vino e dei Distillati che ogni anno attira a Verona centinaia di migliaia di visitatori ma soprattutto operatori del settore. Tradinvest TV si riconferma protagonista dei grandi eventi Made in Italy grazie ad un canale dedicato esclusivamente a Vinitaly 2010 sulla piattaforma web Tradinvest (www.tradinvest.tv/vinitaly10), dove già nel pomeriggio della prima giornata erano disponibili video on demand che offrono un riassunto dell’inaugurazione di questo evento chiave nel mondo del vino. Gli ingressi registrati solo nella giornata di ieri sono molto numerosi e vedono una partecipazione particolarmente attiva da Stati Uniti e Canada, Paesi favoriti dalla differenza di fuso orario con l’Italia. Questi primi dati sono prova di come il supporto offerto dall’efficienza e velocità del servizio Tradinvest TV permettano ad un elevato numero di persone di seguire online i principali eventi Made in Italy, offrendo una soluzione semplice e gratuita all’impossibilità di partecipazione diretta.

Per guardare i video caricati in tempo reale basta collegarsi a www.tradinvest.tv e cliccare sull’icona Vinitaly 2010.

Il canale dedicato Vinitaly 2010 rientra nel progetto “Made in Italy in the World” lanciato qualche settimana fa da Tradinvest Group.

COOK IT RAW TESTIMONIA ATTRAVERSO LA WEB TV LA RIVOLUZIONE DELLA CUCINA CONTEMPORANEA

Un evento unico al mondo, che si svolge tre volte all’anno, in luoghi agli antipodi l’uno dall’altro. Un evento che ha sconvolto e rivoluzionato il concetto di cucina contemporanea grazie alla presenza in Friuli Venezia Giulia, dal 22 al 24 gennaio 2010, di undici tra i migliori cuochi al mondo con meno di 40 anni d’età. Cook it Raw, questo il nome della manifestazione, ha scelto Tradinvest.tv per promuovere la manifestazione e testimoniare in diretta e on demand pensieri, luoghi e ingredienti che hanno ispirato gli chef. Un racconto lungo tre giorni svoltosi nel Collio del Friuli Venezia Giulia.

L’evento in mondovisione

Grazie a una connessione internet di buona qualità messa a disposizione dalla location, Electrolux Professional, Tradinvest.tv ha messo on line in diretta e in mondovisione l’evento di apertura di Cook it raw, un contest di cucina che ha coinvolto alcuni degli chef presenti per l’evento: Redzepi, Bosi, Chang. Due ore di diretta con oltre 400 persone connesse da tutto il mondo per seguire la creazione di inediti piatti raw.

cookitraw

Vinitaly 2009 - Il Ministro Zaia e i falsi agroalimentari

Luca Zaia

Il ministro esordisce affermando: “Su dieci prodotti dichiarati made in Italy solo uno e’ davvero made in Italy”.

Il “falso culinario” non prospera soltanto all’estero ma guadagna spazio anche nelle cucine dei ristoranti italiani.Tradinvest TV impegnata nella cronaca dei falsi alimentari italiani nel mondo ha intervistato il Ministro per le Politiche Agricole Luca Zaia su questo tema.

per la nostra economia questo rappresenta un danno enorme. Basti pensare che l’Export dell’agroalimentare vale circa 24 miliardi di euro e potrebbe valere 60 miliardi di euro se non ci fosse l’agropirateria.

Fondamentale secondo il Ministro e’ la tolleranza zero sia in Italia dove “Qualche settimana fa abbiamo sequestrato 340 tonnellate di San Marzano falso pronto per la spedizione negli Stati Uniti” afferma Zaia.

Ma anche ovviamente controlli sui mercati internazionali attraverso la fondamentale creazione di regole certe in sede Wto.

Il successo del made in Italy deriva dalla capacita’ di promuovere il territorio insieme al prodotto, il caso del Vino Friulano e’ uno straordinario esempio, “la nuova denominazione, Friulano, significa vendere insieme al vino il territorio, questa e’ stata una grande intuizione dell’assessore alle politiche agricole del Friuli Venezia Giula Claudio Violino” ha affermato il Ministro in occasione della firma del protocollo che prevede un investimento di 10 milioni di euro per la promozione del Friulano.

Vinitaly 2009

Vinitaly 2009 - Il battesimo del Vino “Friulano”

Claudio Violino

Nel 1993, l’Ue decise per la prima volta di tutelare la denominazione ungherese “Tokaji” a svantaggio di quella “Tocai” friulano e “Tocai” italico. Allora si stabilì che ci sarebbe stato un periodo transitorio, fino al 31 marzo 2007, durante il quale si consentiva la designazione “Tocai friulano”, per il vino prodotto nel Friuli Venezia Giulia. Da allora si sono succedute diverse tappe della vicenda; fino a quando, con Decreto Ministeriale del 25 settembre 2008, sono state adottate le disposizioni definitive per l’uso del sinonimo “Friulano”.

Finalmente dopo il funerale durante l’edizione 2008, il 2 aprile 2009 si e’ svolta a Vinitaly presso l’area della Regione Friuli Venezia Giulia la cerimonia di battesimo del Friulano .

L’assessore regionale alle Risorse agricole, naturali e forestali, Claudio Violino ha infatti siglato a nome dell’Amministrazione regionale un accordo che concretizza il sostegno dello Stato alla campagna di promozione della nuova denominazione: ‘Friulano’.

Alla somma di otto milioni di euro stanziata dallo Stato per i prossimi due anni, si affiancherà infatti un finanziamento della Regione per altri due milioni di euro.  Questi soldi serviranno a riqualificare i vini a denominazione di origine, a formare e informare i produttori, facendo loro conoscere meglio i mercati e le tendenze dei consumatori, e a fornire maggiori informazioni ai consumatori stessi circa la nuova denominazione del vitigno e dei vini regionali.

Alla evidente soddisfazione dei produttori della regione, che accanto al ministro delle Politiche agricole Luca Zaia e a Violino erano rappresentati nello stand istituzionale da Stefano Trinco, presidente della Federazione dei Consorzi DOC del Friuli Venezia Giulia, si è aggiunto il compiacimento dell’assessore regionale per la data che è stata prescelta per la firma dell’accordo: il 3 aprile è infatti il 932mo anniversario della fondazione della Patria del Friuli.

Vinitaly 2009

Tradinvest TV protagonista a Vinitaly 2009

Vinitaly 2009

I giorni 2 e 3 aprile Tradinvest TV presente alla maggiore fiera vitivinicola internazionale.
Numerose personalità e cantine hanno rilasciato esclusive interviste alla troupe arrivata da Londra, in particolare il Ministro delle Politiche Agricole Luca Zaia e l’assessore alle politiche agricole del Friuli Claudio Violino che insieme hanno sancito la nascita ufficiale del Friulano, nuova denominazione del Tocai.

Presto online numerosi video ed informazioni su Vinitaly 2009 e il mondo del vino visto da Tradinvest TV.

Tradinvest TV incontra Assofoodtec

Assofoodtec

Tradinvest Tv si e’ recata presso la sede di Anima - Federazione delle Associazioni Nazionali dell’Industria Meccanica varia ed Affine - per intervistare la dott.ssa Emilia Arosio, presidente di Assofoodtec.

ANIMA è l’organizzazione industriale di categoria che in seno alla Confindustria che rappresenta le aziende della meccanica varia e affine, un settore che occupa 200.000 addetti per un fatturato di oltre 43 miliardi di Euro e una quota export/fatturato del 56%.
Come spiega nel video la dott.ssa Arosio all’interno di questa federazione e’ presente anche Assofoodtec, che si compone di cinque realtà associative di grande e consolidata rappresentatività settoriale e si propone agli operatori internazionali come l’interlocutore più qualificato per conoscere quanto di meglio possa offrire l’industria italiana nel campo delle macchine, impianti e attrezzature per la produzione, la lavorazione e la conservazione degli alimenti.
I comparti produttivi in cui operano le aziende associate in Assofoodtec sono:

• macchine per l’industria molitoria, per la produzione di pane e prodotti da forno, pasta ed estrusi alimentari, industria dolciaria, industria olearia, ecc.;
• macchine per caffè espresso ed attrezzature per bar - UCIMAC;
• affettatrici, tritacarne ed altre attrezzature per l’industria della ristorazione ed alberghiera;
• attrezzature per la refrigerazione industriale e commerciale;
• macchine per la lavorazione delle carni - COMACA.

Falsi prodotti alimentari in Canada: risponde BUONITALIA Spa

Buonitalia spa

La scoperta da parte di Tradinvest Group London circa i falsi prodotti italiani in Canada ha sollevato una serie di reazioni di risposta.

Tradinvest Tv, a garanzia di un’informazione a 360 gradi, incontra il Presidente di BuonItalia Spa, Walter Brunello, che ha voluto dare un segno tangibile dell’attivita’ di Buonitalia sia in Italia che all’estero e quindi anche in Canada. BuonItalia e’ una societa’ controllata all’80% dal Ministero delle Politiche Agricole e per il restante 20% dall’ICE Istituto per il Commercio Estero e da Unioncamere.

La sua policy si attua attraverso la coordinazione di tutte quelle attivita’ dei consorzi di tutela e di tutti quei soggetti operanti nella promozione dell’agroalimentare italiano, costituendosi come linea guida per evitare sovrapposizioni dei marchi. Tutto cio’ per limitare le confusione sia nei consorzi e nelle aziende italiane ma soprattutto nei partner stranieri che - molto spesso - si trovano di fronte ad una serie di offerte, a distanza di brevi lassi di tempo, provenienti sempre dallo stesso Paese, l’Italia.

Seguendo i reportage di Tradinvest TV, e’ evidente come i maggiori protagonisti come Camere di Commercio, Enit e ICE, abbiano manifestato proprio questa necessita’: disporre di una “sala di regia” per tutelare il Made in Italy. A questo punto ci si chiede come BuonItalia stia intervenendo, in questo caso in Canada, per garantire l’unicita’ dei prodotti italiani. Da poco rientrato dal Nord America, Walter Brunello conferma l’importanza del mercato canadase per l’agroalimentare italiano, facendo notare la sua crescita del 10% nel corso del 2008. La quantita’ non indifferente di prodotti italiani contraffatti, potrebbe ricondursi involontariamente – secondo quanto afferma il Pres. di BuonItalia – al fenomeno cosiddetto “italian sounding” e alla grande presenza dell’immigrazione italiana sul territorio canadese. Purtroppo nel corso degli anni, si sono verificate situazioni per cui alcuni prodotti con marchi di tutela italiani siano stati bloccati dalle autorita’ canadesi, come il Prosciutto di Parma e il San Daniele.

Di fatto, BuonItalia ha presentato questo dicembre, proprio in Canada, il suo “food roots” un progetto di valorizzazione del marchio italiano quasi a simboleggiare un messaggio di veridicita’ dei nostri prodotti – “Stiamo discutendo con importanti catene di distribuzione e cercando le migliori vie di comunicazione anche attraverso l’uso di testimonial del mondo dello sport e dello spettacolo che in questo momento sono particolarmente famosi in Canada. Attraverso la tv, vogliamo raggiungere i consumatori cosiddetti foodies, gli amanti della cucina che seguono quelle trasmissioni televisive condotte da famosi chef locali” – prosegue Walter Brunello.

La strategia comunicativa consiste anche nel puntare proprio sugli chef locali in qualita’ di comunicatori della qualita’ e verita’ del prodotto italiano. Un altro obiettivo, su volonta’ del Ministro Zaia, e’ quello di raggiungere, nel piu’ breve tempo possible, i department store e i supermercati con gli espositori (“gondole”) che sotto il controllo di BuonItalia, promuovano i prodotti a marchio di tutela italiani. Questi sono gli obiettivi di BuonItalia, necessitano di un po’ di tempo, ma la strada e’ quella giusta.

Su China Channel l’intervista relativa al mercato agroalimentare cinese:

Walter Brunello Presidente Buonitalia spa

Intervista a Walter Brunello: Presidente di Buonitalia spa

Walter Brunello Presidente Buonitalia spa

Buonitalia e’ la cabina di regia della promozione dell’agroalimentare italiano sui mercati internazionali”, con questa definizione Walter Brunello descrive la societa’ chiave nel Sistema Italia per la promozione del settore agroalimentare.

La promozione di qualità, tradizione e legame con il territorio sono le principali vie attraverso cui penetrare in culture alimentari differenti dalla nostra.

Spesso la confusione generata dai numerosi enti e soggetti operanti nei processi di internazionalizzazione contrasta con il potenziale di esportazione di qualita’ espresso dal made in Italy.

L’azione di Buonitalia e’ centrata alla promozione sui mercati innovativi come le grandi aree metropolitane dei Paesi emergenti in cui le imprese agroalimentari italiane sono assenti o scarsamente presenti.

Lavorare sull’immagine dell’Italia puntando sulla collaborazione tra imprese ed aziende porta a dei risultati evidenti quando attuata nell’interesse comune. Spesso in molti casi queste sinergie non funzionano e la quantita’ di soggetti che si presentano in ordine sparso provocano confusione negli operatori e consumatori dei mercati esteri. Per questo Buonitalia rappresenta un buon esempio di strategia coordinata di promozione.

Un interessante esempio della strategia di promozione e’ puntare sul legame tra cultura e business, fondamentale nel settore food&wine. Su Tradinvest TV China Channel Walter Brunello spiega come in quest’ottica sia stato realizzato a Shanghai l’evento “Creazioni armoniose: l’arte della cucina cinese sposa l’essenza italiana”durante il quale uno dei cuochi cinesi piu’ famosi al mondo ha preparato accostamenti tra la cucina cinese e quella italiana con prodotti come il Parmigiano Reggiano Dop, il Grana Padano Dop, lo speck Alto Adige Igp, il Radicchio Rosso di Treviso Igp e naturalmente il vino italiano di qualita’.

In questo periodo di recessione globale dell’economia il settore dell’export agroalimentare e’ uno dei pochi che si mantiene in crescita sui mercati emergenti, investire in promozione ed immagine attraverso la comunicazione video sul web rappresenta una strategia da tenere in forte considerazione. Oggi, avere l’opportunita’ di mostrare il territorio, il processo produttivo ed i prodotti in modo immediato ed efficace in paesi come Cina, India o Russia attraverso il web e’ uno strumento di marketing estremamente efficace soprattutto nel settore food & wine.

Falsi prodotti alimentari italiani in Canada

Falsi salumi e formaggi

Un’altra notizia che circola sul web da alcune settimane riguardante la scoperta da parte di Tradinvest Group di una preoccupante quantita’ di prodotti tipici del made in Italy contraffatti in Canada.

La Mortadella San Daniele, che in Italia non esiste. O il formaggio Friulano prodotto in Canada, con la torre di Pisa sulla confezione. Sono due esempi di cio’ che Tradinvest Group ha trovato sugli scaffali dei supermercati del Canada, mercato in cui l’azienda londinese guidata dal friulano Marco Macorigh opera da anni e in cui recentemente ha organizzato alcuni eventi enogastronomici per la promozione del Made in Italy alimentare. La Mortadella San Daniele, spiega Tradinvest Group, prodotta in Canada da Santamariafood Ca in una nuova versione speziata (hot-piquante) che si aggiunge a quella light, e che sulla confezione riproduce il paese friulano di San Daniele.
”Sugli scaffali dei supermercati nordamericani l’immagine dell’Italia, delle sue regioni e delle loro note tipicita’ agroalimentari di qualita’, spesso vere e proprie Dop o Igp che all’estero vengono ‘imitate’, e’ quantomeno sfuocata e svilita” - afferma Marco Macorigh, amministratore delegato di Tradinvest Group di Londra, che da anni opera nell’internazionalizzazione delle piccole e medie imprese, nella promozione del Made in Italy, nella tutela dei marchi sui mercati internazionali”.

Il made in Italy nel mondo

made in italy nel mondo

Con l’espressione inglese Made in Italy, si indica il processo di rivalutazione della produzione artigianale e industriale italiana che ha spesso portato i prodotti italiani ad eccellere nella competizione commerciale internazionale. All’estero, infatti, i prodotti italiani hanno nel tempo guadagnato una fama tale da costituire una categoria a sé in ciascuna delle merceologie rispettivamente interessate.

Il made in Italy definito dal Direttore di Tradinvest Gorup in una visione globale sul valore dei prodotti provenienti dalla cultura e dalla tradizione italiana. Il made in Italy basta a se stesso o va abbinato alla promozione del territorio? Quali sono le necessità del cliente finale e quali le regole dei  mercati internazionali.

Il made in Italy è sicuramente la forza del nostro paese e trova le sue radici nel territorio e nella storia della produzione artigianale.

Considerando i dati Istat sulle esportazioni dall’Italia alla fine del 2008 vi e’ stata una crescita del 3% del made in Italy sui mercati internazionali che dimostra come la nostra industria, nonostante la crisi economica, sia sempre piu’ presente in tutto il mondo. Cio’ nonostante le potenzialita’ dei nostri prodotti sui mercati emergenti sono ancora molte sebbene le strategie di promozione in questi contesti risultano complesse senza un’adeguata preparazione ed assistenza.