La scoperta da parte di Tradinvest Group London circa i falsi prodotti italiani in Canada ha sollevato una serie di reazioni di risposta.
Tradinvest Tv, a garanzia di un’informazione a 360 gradi, incontra il Presidente di BuonItalia Spa, Walter Brunello, che ha voluto dare un segno tangibile dell’attivita’ di Buonitalia sia in Italia che all’estero e quindi anche in Canada. BuonItalia e’ una societa’ controllata all’80% dal Ministero delle Politiche Agricole e per il restante 20% dall’ICE Istituto per il Commercio Estero e da Unioncamere.
La sua policy si attua attraverso la coordinazione di tutte quelle attivita’ dei consorzi di tutela e di tutti quei soggetti operanti nella promozione dell’agroalimentare italiano, costituendosi come linea guida per evitare sovrapposizioni dei marchi. Tutto cio’ per limitare le confusione sia nei consorzi e nelle aziende italiane ma soprattutto nei partner stranieri che - molto spesso - si trovano di fronte ad una serie di offerte, a distanza di brevi lassi di tempo, provenienti sempre dallo stesso Paese, l’Italia.
Seguendo i reportage di Tradinvest TV, e’ evidente come i maggiori protagonisti come Camere di Commercio, Enit e ICE, abbiano manifestato proprio questa necessita’: disporre di una “sala di regia” per tutelare il Made in Italy. A questo punto ci si chiede come BuonItalia stia intervenendo, in questo caso in Canada, per garantire l’unicita’ dei prodotti italiani. Da poco rientrato dal Nord America, Walter Brunello conferma l’importanza del mercato canadase per l’agroalimentare italiano, facendo notare la sua crescita del 10% nel corso del 2008. La quantita’ non indifferente di prodotti italiani contraffatti, potrebbe ricondursi involontariamente – secondo quanto afferma il Pres. di BuonItalia – al fenomeno cosiddetto “italian sounding” e alla grande presenza dell’immigrazione italiana sul territorio canadese. Purtroppo nel corso degli anni, si sono verificate situazioni per cui alcuni prodotti con marchi di tutela italiani siano stati bloccati dalle autorita’ canadesi, come il Prosciutto di Parma e il San Daniele.
Di fatto, BuonItalia ha presentato questo dicembre, proprio in Canada, il suo “food roots” un progetto di valorizzazione del marchio italiano quasi a simboleggiare un messaggio di veridicita’ dei nostri prodotti – “Stiamo discutendo con importanti catene di distribuzione e cercando le migliori vie di comunicazione anche attraverso l’uso di testimonial del mondo dello sport e dello spettacolo che in questo momento sono particolarmente famosi in Canada. Attraverso la tv, vogliamo raggiungere i consumatori cosiddetti foodies, gli amanti della cucina che seguono quelle trasmissioni televisive condotte da famosi chef locali” – prosegue Walter Brunello.
La strategia comunicativa consiste anche nel puntare proprio sugli chef locali in qualita’ di comunicatori della qualita’ e verita’ del prodotto italiano. Un altro obiettivo, su volonta’ del Ministro Zaia, e’ quello di raggiungere, nel piu’ breve tempo possible, i department store e i supermercati con gli espositori (“gondole”) che sotto il controllo di BuonItalia, promuovano i prodotti a marchio di tutela italiani. Questi sono gli obiettivi di BuonItalia, necessitano di un po’ di tempo, ma la strada e’ quella giusta.
Su China Channel l’intervista relativa al mercato agroalimentare cinese:









